Opinioni fondamentali/Opinion

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Ciao a tutti amici, oggi voglio assolutamente chiedervi un consiglio. Da qualche mese sto pensando di “modificare” l’attività del blog, nel senso che vorrei poter avere un indirizzo molto più preciso di lavoro. Identificare il blog in una qualche categoria, più riconoscibile. Appunto per questo volevo chiedervi, voi che siete veterani, cosa ne pensate del mio blog. Cosa ci sarebbe da migliorare? Cosa vi piace e quindi sarebbe da tenere? Che tipo di indirizzo secondo voi dovrei prendere? Cosa vi è piaciuto di meno, la rubrica che vi è piaciuta di più. Aspetto tantissime opinioni e critiche di crescita. Fatemi sapere in numerosi sotto nei commenti.

en: Hello to all friends, today I absolutely want to ask you for advice. For some months now I have been thinking about “modifying” the activity of the blog, in the sense that I would like to have a much more precise work address. Identify the blog in some category, more recognizable. Precisely for this I wanted to ask you, you who are veterans, what do you think of my blog. What could be improved? What do you like and therefore it should be kept? What kind of address do you think I should take? What you liked less, the book you liked the most. I wait for a lot of opinions and criticisms of growth. Let me know in numerous below in the comments.

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Capitolo 1: Roma giorno 2

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Ella era triste della notizia che aveva appena appreso. Ma non quel tipo di tristezza che ti assale quando perdi qualcuno di caro, no, non era così. Si sentiva delusa della sua vita, stava capendo quanto in realtà si sentisse sola.

Davanti a quel paesaggio meraviglioso, si girò e vide una coppia stringersi la mano. Una cosa davvero normale e comune, ma quei due ragazzi avevano qualcosa di speciale: il modo in cui lui ad un certo punto si girò verso di lei con quello sguardo. Un semplice sguardo, eppure aveva detto tutto. L’amore che li univa era davvero forte.

Amareggiata continuò ad avventurarsi sempre più in profondità nei suoi pensieri.

Ella era una ragazza forte, aveva affrontato tante difficoltà nella sua vita, le continue divergenze con suo padre l’aveva resa la donna che era adesso: forte ed indipendente.

Si perse nella sua mente, quando si sentì scuotere bruscamente.

Come in un sogno si svegliò all’improvviso.

Una donna anziana, sui settanta anni, era svenuta davanti a lei e cadendo l’aveva urtata. Era una persona distinta, molto semplice, aveva un tacco basso marrone e un vestito color panna che con la caduta si alzo.

Ella si accasciò ed iniziò ad urlare: “Aiuto, Aiuto!!” Non era mai stata brava nelle materie scientifiche, appunto per questo aveva intrapreso studi umanistici, ma in quel preciso momento si pentì di non aver seguito almeno il corso di primo soccorso.

Era molto impacciata, non sapeva che cosa fare quindi iniziò ad urlare sempre più forte.

Rapidamente la signora iniziò a perdere sangue dalla bocca e a tossire insistentemente, Ella decise di aiutarla bagnandole il volto con una bottiglietta di acqua.

I soccorsi non tardarono. Gli infermieri misera la donna sul lettino per poterla portare in ospedale. Elizabeth pensò di radunare rapidamente gli effetti che la signora aveva perduto con la brusca caduta.

Una volta finito, si avvicinò all’infermiere per capire meglio la situazione e potergli consegnare la borsa, ma nel mentre stavano conversando, la signora sul lettino del soccorso, tese una mano sfiorando appena Ella e le disse con voce flebile: “Giovanni, Giovanni”! per poi svenire definitivamente.

Si chiese chi fosse Giovanni, sarà stato suo marito? O forse suo figlio? O suo nipote? Chiunque fosse era importante che lo contattasse subito, prima che fosse troppo tardi. Prese rapidamente il telefono, un vecchio Nokia, la cosa la fece sorridere. Il profilo di quella signora le dava una sensazione di dolcezza per la sua semplicità.

Trovo il numero di Giovanni.

Chiamò, il telefono squillo un paio di secondi.

Una voce ferma e roca disse: “Pronto”

“Buonasera, sono Ella, una signora anziana si è sentita male, è stata portata via in ambulanza e prima mi ha detto di chiamarla” disse Ella con tono imbarazzato misto a preoccupazione

“Dannazione, ha perso molto sangue” chiese con tono fermo

“Temo di si” risposti dispiaciuta

“La ringrazio, buona serata” chiuse rapidamente, senza neanche darle la possibilità di rispondere.

Quando chiuse il telefono si sentì in dovere si voler sapere chi fosse quella dolce anziana e chi fosse Giovanni. Non essendo pratica di Roma decise di seguire l’ambulanza potendo così recarsi nell’ospedale corretto.

Chiamò il taxi.

La corsa era appena iniziata.

Capitolo 1: Roma giorno 1

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Ella guardava attraverso le vetrine di quel corso a lei sconosciuto. Era ancora primavera ma quell’anno venne un caldo particolarmente torrido, decise di voler acquistare qualcosa di adatto alla stagione. Un vestito in particolare l’aveva colpita: era giallo, con dei ricami in fondo alle maniche corte, niente di eccessivo, preferiva essere elegante ma semplice.

Elizabeth, era il suo nome all’anagrafe ma tutti i suoi amici la chiamavano da sempre Ella e forse anche lei in realtà lo preferiva, lo trovava molto più amichevole dell’austero nome di battesimo.

Si trovava a Roma per lavoro: era un avvocato per una società di consulenza informatica di New York. Avendo molte sedi sparse per il mondo viaggiava spesso e volentieri.

Quel pomeriggio dopo aver comprato il vestito, avendo tempo libero decise di visitare la meravigliosa città.

Era una soleggiata giornata di maggio. Partì dal Colosseo a scendere per i Fori imperiali nei quali decise di sedersi per ammirare il paesaggio. Si fermò sotto gli alberi per riprendere fiato e rinfrescarsi.

Aveva intrapreso studi classici da adolescente, per imposizione dei suoi genitori, per poi volare a Giurisprudenza a Stanford University. Non aveva mai capito le forzature dei suoi genitori sulla cultura classica, solo in quel momento guardando i resti di quello che è rimasto di quel grande impero capì.

Le piaceva molto la storia, sopratutto quando riusciva a vederla nella realtà. In quel preciso momento si ricordò che quando era piccola uno dei suoi sogni più grandi era quella di fare l’archeologa ma questo sogno svanì, con tanti altri. Era amareggiata per le decisioni che aveva preso nella sua vita, ma nonostante questo soddisfatta per essere diventata una donna in carriera.

Ma era davvero felice?

Viaggiava spesso, almeno due volte al mese. Girava il mondo. Eppure sentiva che le mancava qualcosa.

Ella era persa nei suoi pensieri da ore ormai, quando questo momento venne interrotto da una chiamata.

Era Amy, la sua migliore amica.

“Pronto” disse con tono distratto

“Tesoroooooooo” si sentì un urlo dalla cornetta

“Amy ciao, come stai?” domandò sorridendo

“Tutto bene, ho davvero troppe novità da raccontarti, dico solo le parole chiave: William, Jack ed Eric” Con questo ultimo nome Amy cambiò tono, sapendo quello che stava per raccontarle.

Eric era l’ex fidanzato di Ella.

“ah…” con tono triste affermò Ella

“é tornato…e non è tutto, si è sposato!”

Ella rimase così basita che liquidò la sua amica molto velocemente.

Ella ed Eric erano stati insieme per 5 anni. Si erano conosciuti all’università di Stanford, lui studiava lettere. Dopo due anni di convivenza, avevano deciso di sposarsi. Avevano comprato casa, con boxe per auto e giardino per far giocare i bambini. Era tutto programmato quando un giorno lui decise di accettare la proposta di andare ad insegnare all’università di Oxford. La situazione durò solo per qualche periodo ma finì rapidamente. Erano in due continenti così lontani, per un tempo non definito, come poteva funzionare?

Assorta da questi ricordi, Ella rimase seduta su quella panchina di mattoni davanti ai fori imperiali fino a sera.

LE COSE CHE HO IMPARATO DALLA VITA

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Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita:

Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà. E per questo, bisognerà che tu la perdoni.

Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla.

Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.

Che le circostanze e l’ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi.

Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te.

Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze.

Che la pazienza richiede molta pratica.

Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo.

Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.

Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto te stesso.

Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze: sarebbe una tragedia se lo credesse.

Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.

Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari

Qui ti amo

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Negli oscuri pini si districa il vento.

Brilla la luna sulle acque erranti.

Trascorrono giorni uguali che s’inseguono.

La nebbia si scioglie in figure danzanti.

Un gabbiano d’argento si stacca dal tramonto.

A volte una vela. Alte, alte stelle.

O la croce nera di una nave.

Solo.

A volte albeggio, ed è umida persino la mia anima.

Suona, risuona il mare lontano.

Questo è un porto.

Qui ti amo.

Neruda

Sofia

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Amore per la cultura.

Novità in vista

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Ciao a tutti amici, volevo informarvi che finalmente ho raggiunto un grande traguardo: HO PUBBLICATO IL MIO PRIMO LIBRO.

Voglio inoltrarvi la copertina, ditemi che cosa ne pensate.

Grazie a tutte le persone che questi anni mi hanno seguito, senza di voi questo sogno non si sarebbe concretizzato.

Vi voglio bene