Capitolo 1: Roma giorno 1

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Ella guardava attraverso le vetrine di quel corso a lei sconosciuto. Era ancora primavera ma quell’anno venne un caldo particolarmente torrido, decise di voler acquistare qualcosa di adatto alla stagione. Un vestito in particolare l’aveva colpita: era giallo, con dei ricami in fondo alle maniche corte, niente di eccessivo, preferiva essere elegante ma semplice.

Elizabeth, era il suo nome all’anagrafe ma tutti i suoi amici la chiamavano da sempre Ella e forse anche lei in realtà lo preferiva, lo trovava molto più amichevole dell’austero nome di battesimo.

Si trovava a Roma per lavoro: era un avvocato per una società di consulenza informatica di New York. Avendo molte sedi sparse per il mondo viaggiava spesso e volentieri.

Quel pomeriggio dopo aver comprato il vestito, avendo tempo libero decise di visitare la meravigliosa città.

Era una soleggiata giornata di maggio. Partì dal Colosseo a scendere per i Fori imperiali nei quali decise di sedersi per ammirare il paesaggio. Si fermò sotto gli alberi per riprendere fiato e rinfrescarsi.

Aveva intrapreso studi classici da adolescente, per imposizione dei suoi genitori, per poi volare a Giurisprudenza a Stanford University. Non aveva mai capito le forzature dei suoi genitori sulla cultura classica, solo in quel momento guardando i resti di quello che è rimasto di quel grande impero capì.

Le piaceva molto la storia, sopratutto quando riusciva a vederla nella realtà. In quel preciso momento si ricordò che quando era piccola uno dei suoi sogni più grandi era quella di fare l’archeologa ma questo sogno svanì, con tanti altri. Era amareggiata per le decisioni che aveva preso nella sua vita, ma nonostante questo soddisfatta per essere diventata una donna in carriera.

Ma era davvero felice?

Viaggiava spesso, almeno due volte al mese. Girava il mondo. Eppure sentiva che le mancava qualcosa.

Ella era persa nei suoi pensieri da ore ormai, quando questo momento venne interrotto da una chiamata.

Era Amy, la sua migliore amica.

“Pronto” disse con tono distratto

“Tesoroooooooo” si sentì un urlo dalla cornetta

“Amy ciao, come stai?” domandò sorridendo

“Tutto bene, ho davvero troppe novità da raccontarti, dico solo le parole chiave: William, Jack ed Eric” Con questo ultimo nome Amy cambiò tono, sapendo quello che stava per raccontarle.

Eric era l’ex fidanzato di Ella.

“ah…” con tono triste affermò Ella

“é tornato…e non è tutto, si è sposato!”

Ella rimase così basita che liquidò la sua amica molto velocemente.

Ella ed Eric erano stati insieme per 5 anni. Si erano conosciuti all’università di Stanford, lui studiava lettere. Dopo due anni di convivenza, avevano deciso di sposarsi. Avevano comprato casa, con boxe per auto e giardino per far giocare i bambini. Era tutto programmato quando un giorno lui decise di accettare la proposta di andare ad insegnare all’università di Oxford. La situazione durò solo per qualche periodo ma finì rapidamente. Erano in due continenti così lontani, per un tempo non definito, come poteva funzionare?

Assorta da questi ricordi, Ella rimase seduta su quella panchina di mattoni davanti ai fori imperiali fino a sera.

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Consigli su…

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Ciao a tutti, l’argomento di discussione di oggi è: come combattere l’ansia?

Voi cosa ne pensate?

Rimedi naturali, medici, psicologici?

Come si può affrontare questo problema che molto spesso si riversa nella vita quotidiana?

Confidenze

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Ciao a tutti amici. Oggi sono arrivata ad una conclusione. Bisogna esprimersi meno e pensare di più. Non andrà mai bene quello che dici, il tono il modo, le parole, la cadenza, l’accento.

Qualsiasi cosa dirai, farai o penserai non andrà bene, o a quello o a questo.

Se dici trpppo presuntuosa de dici poco timido.

Se sei onesta e dici di saper fare qualcosa non va bene, sei troppo presuntuosa. Se invece fai la finta umile non va bene. Se ti sminuisci continuamente non va bene.

Voi cosa pensate? Che cosa è giusto? Che cosa è sbagliato?

Tengo alla vostra opinione