La bellezza salverà il mondo

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La bellezza salverà il mondo. (Fëdor Dostoevskij)

Cos’è questa bellezza che salverà l’uomo? Ma ancora di più, cos’è la bellezza?

Noi uomini abbiamo provato a dare una definizione che, sul dizionario della lingua italiana, si trova così citata: La qualità capace di appagare l’animo attraverso i sensi, divenendo oggetto di meritata e degna contemplazione: Più dell’oro possanza sovra gli animi umani ha la Bellezza (Parini); b. fisica ; la b. del volto, delle membra, delle forme ; b. spirituale ; part., di spettacoli naturali, opere d’arte (ammirare la b. di un panorama ; un quadro d’incomparabile b. ), gesti o comportamenti morali ( la b. di un atto eroico, della virtù ).

Stando a questa definizione la bellezza è una qualità, un qualcosa di astratto che non è percepibile a parole ma soltanto attraverso i sensi. Ma se non è un qualcosa di “etichettabile” a parole perchè da secoli l’uomo cerca di limitare la bellezza a parole? Di limitare in pochi grafemi l’infinito. Sarebbe come se il bambino per avere l’oceano, chiudesse un po’ di acqua in una bottiglia. Non gusterebbe la vastità dei colori, dei profumi e dei suoni.

La bellezza è fuggiasca ma allo stesso tempo ricercata.

Come facciamo a non ammirare i capolavori che grandi pittori come Giotto o Botticelli ci hanno lasciato? Anche loro, come noi, erano uomini alla ricerca di bellezza, costretti a limitarla.

Ognuno a suo tempo ha cercato di definirla, poeti, filosofi, cantanti e attori.

L’unico che non la definisce è in grande filosofo Emanuel Kant che dice: “Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace” definendo, così, la bellezza come qualcosa di soggettivo.

Ogni persona, secondo le sue possibilità e nella sua forma artistica, ha sempre mirato a raggiungere il più alto grado di perfezione. Ma se fosse insito in noi il bramare una bellezza perfetta? Queste domande se le ponevano anche uomini di secoli passati, pensiamo a Gibran che in “Sabbia e Spuma” dice: “La bellezza risplende nel cuore di colui che ad essa aspira più che negli occhi di colui che la vede.” Questo vuol dire che anche nel suo tempo si voleva definire il bello e tendere ad un armonia perfetta, interiore ed esteriore.

Ci sono diversi correnti di pensiero relativi a questo tema, pensiamo al più grande esponente della corrente edonistica Oscar Wilde, lui parlava così della Bellezza:  La Bellezza è l’unica cosa contro cui la forza del tempo sia vana. Le filosofie si disgregano come la sabbia, le credenze si succedono l’una sull’altra, ma ciò che è bello è una gioia per tutte le stagioni, ed un possesso per tutta l’eternità.”. Oltre a ricercare costante piacere che si rifletteva in bello, Wilde aveva capito una cosa fondamentale che pochissimi sanno: la Bellezza non morirà mai. Il bello è necessario alla vita di un uomo, come acqua nel deserto, indispensabile per uno sviluppo intellettuale e spirituale. Non voglio immaginare un mondo senza bellezza, sarebbe triste e senza speranza. L’immensità invece ti fa sognare ed aspirare a cose migliori per la tua vita, ti dona speranza quando tutto sembra perso. Ti fa vedere il volto dell’amore. Concludo con una frase di Sant’Agostino che, a mio avviso, era avanti mille anni luce su questo tema. “Come l’amore cresce dentro di te, così cresce la bellezza. Perché l’amore è la bellezza dell’anima.”

Petra

4 pensieri su “La bellezza salverà il mondo

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