Primo capitolo

<<Dove cavolo sono?>> pensai spaventata. Vidi un’insegna, mi avvicinai al cartello con un gran punto di domanda in testa.

<<Cioccoville>> disse una voce roca dall’alto con tono sarcastico. Feci un balzo indietro, guardai il cielo chiedendomi da dove sarebbe potuto derivare quel buffo suono. Sentii un rumore di zoccoli di cavallo in lontananza che si avvicinavano.

<<Eilà eilà, sciò! Sono l’Orlando furioso. Sono molto focoso quindi via dal viale alberoso.>>disse un piccolo ometto vestito in modo medioevale. Mi passò davanti e poi scappò veloce sul suo cavallo facendo una grossa risata. Rimasi sconvolta. Che mondo era quello?

<<Cioccoville>> ripeté la voce sarcastica.

Scoppiai a ridere.

M’incamminai lungo un viale alberato, che era tutto ricoperto di puro cioccolato: ciottoli, alberi, rami, liane e frutti. Ogni sasso aveva un colore diverso: rosso, blu, giallo e altri colori sgargianti che m’ingolosivano gli occhi. Sentivo le palpebre diventare due bocche sbavanti.

Stavo camminando da ore e decisi di sedermi su un sasso di cioccolato bianco.

<<Ahhh, che bello!>>pensai. Ero troppo stanca per proseguire lungo il viale. Mi stavo gustando il paesaggio quando il masso dove ero seduta iniziò a muoversi. <<Ahhhhhh>>iniziai ad urlare: <<Aiuto, aiuto! Qualcuno mi aiuti!>>. Ero in preda al panico e intanto il blocco di roccia aveva iniziato a camminare.

“Trasca Allam, Scimmi Sta, Iocta Naaaaaa”, sentì una voce energica pronunciare questa frase e all’improvviso il masso si fermò.Svenni.

Quando mi ripresi mi si avvicinò una ragazza sulla ventina, aveva i capelli biondi e carnagione chiara.

<<Ti sei fatta male?>> mi chiese sorridendomi.

<<Ummhh no, mi gira solo un po’ la testa e mi sento confusa, ma tu chi sei?>> chiesi frastornata.

<<Sono Heidi.>> La guardai intensamente. Non ci credevo.

<<Umhh, okey>> dissi incerta.

<<Tieni, mangia questo e starai meglio>> mi porse una barretta di cioccolato simile a quella di Willy Wonka.

<<Grazie>> dissi timorosamente. La mangiai e il sapore era buonissimo, un misto tra lasagne e arrosto. Era un pranzo completo, concentrato in una sola barretta. <<Geniale, chi ha inventato questa meraviglia?>> chiesi incuriosita.

<<Mio nonno Tobia>> disse subito.

<<Buonissimo! Ma come si fa, qual è la ricetta?>> chiesi sempre più incuriosita. Il suo volto si oscurò e iniziò a raccontarmi la bizzarra vicenda che aveva portato alla nascita della barretta;

<<Sai, mio nonno è stato in prigione per 3 anni, ingiustamente a mio avviso>>si avvicinò al mio orecchio e dopo essersi accertata che nessuno ci stesse sentendo mi sussurrò: << Il nostro vicino di baita Sir Diego aveva rubato la mucca al nonno, quando lui se n’accorse andò di nascosto una notte nel fienile per uccidere il cavallo migliore del Sir, ma fu scoperto e la polizia lo rinchiuse. Adesso che è tornato aveva bisogno di soldi e mettendo insieme un po’ di ingredienti strani è nata l’Haltac.>>

Rimasi stupefatta a guardarla.

<<Wow, che fantasia che ha avuto, complimenti al nonno>>.

<<Già è intelligentissimo. Comunque scusami, ma devo scappare perché mio nonno mi sta aspettando in piscina>> disse frettolosamente. Ci salutammo e prendemmo due strade diverse.

4 pensieri su “Primo capitolo

  1. Il laboratorio di Pleeny- Tra fantasia e realtà. ha detto:

    L’incipit non funziona…e’ un Po’ scontato. Rielabora l’inizio. Ok essere dentro la storia da subito ma manca di piglio secondo me….sembra un po’ Alice nel paese delle meraviglie…rendilo un po’ più adulto. Mi hai chiesto tu…io dico😁😁😁😘

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